Ebook: forse non basta esserci

La notizia: la nuova console Nintendo Dsi XL presto disponibile sul mercato si propone come ebook reader. Una botta al display che passa a quasi 11 cm di diagonale e un catalogo di classici della letteratura, ed ecco che anche Nintendo cerca di infilare un piedino nel mondo degli ebook.

Di per sé, la notizia non è così travolgente. Osservando gli sviluppi recenti, anche questo colosso dell’intrattenimento non si discosta da altri grandi che vedono nell’ebook un potenziale da non perdere. Tuttavia, l’evento offre lo spunto per fare qualche breve valutazione.

La prima cosa che viene da chiedersi riguarda le motivazioni che hanno spinto ad associare a una console di gioco per ragazzi un catalogo di un centinaio di classici. Difficile immaginare un genitore che ruba la Dsi al figlio per leggersi Shakespeare e forse ancor più difficile è immaginare il figlio. Quindi perché questa scelta?

La risposta va probabilmente cercata in un atteggiamento che stanno adottando molti protagonisti dell’editoria mondiale: non capisco bene che portata avrà il enomeno, ma guai a non esserci. Quindi, molti che ci provano, anche con consistenti investimenti (vedi Amazon), altri che ci provicchiano, ma senza esagerare. Sembra un po’ la linea di partenza di una maratona dove tutti gli atleti spingono per essere avanti e qualcuno azzarda anche una falsa partenza pur di guadagnare qualcosa sugli altri.

Un esempio ancora più evidente di questo atteggiamento viene dall’editoria italiana (non è un caso che per il momento Nintendo abbia lasciato fuori dal catalogo l’Italia). Ebook e vari reader sono visti prevalentemente come un fastidio o un rischio per il business tradizionale. Quindi bisogna esserci, ma senza esagerare: l’obiettivo è tenere la situazione sotto controllo. E non c’è nulla di peggio che fare qualcosa controvoglia perché i risultati siano il contrario di quanto ci si aspetta.

Il punto centrale risiede quasi certamente nella tecnologia e nella capacità di comprenderne le peculiarità. Finora gli ebook (nei vari formati disponibili) sono visti prevalentemente come una trasposizione elettronica del libro tradizionale, come formato di lettura statico da proporre con strumenti che emulano il più possibile il libro tradizionale. In una recente intervista, il fondatore di Amazon pronosticava la sparizione futura della carta. E forse sarà così, chi lo sa.

Una cosa è certa. Finora non sono molti quelli che stanno cercando di capire a fondo il vero potenziale dell’ebook, la possibilità di sfruttarlo come strumento di interazione con il lettore, in grado di offrire tutti i vantaggi consolidati in questi anni dall’uso di internet (ricerca, link ipertestuali, rimandi, multimedialità, ecc.). Insomma, avrei capito molto di più la scelta di Nintendo se avesse optato per un catalogo di libri multimediali per ragazzi, senza escludere ipotesi didattiche (perché Brain Training deve continuare a essere considerato solo un passatempo?).

Ma pensare alla scuola o ad altri utilizzi meno scontati richiede impegno, investimenti e obiettivi di qualità, cosa che è probabilmente in contrasto con la brama di rapidi ritorni. Questo è tuttavia uno stimolo a riflettere sugli orientamenti effettivi dell’ebook, sulla capacità delle generazioni future di salvare una qualità accumulata nel corso di secoli ma che rischia di venire travolta in nome di facili guadagni immediati e a causa di una scarsa lungimiranza.